25 settembre 2007

Tamagaon, 8 agosto 2000

Il terzo giorno. È una specie di mistica del trekking: il terzo giorno è il peggiore. Lo dice la cartina, perché è l’unico giorno in cui dobbiamo sormontare quattro passi, in un saliscendi che così penoso non è ancora stato. Lo ripete Roberta, l’advertiser, perché è il giorno in cui le gambe cominciano a cedere. E, soprattutto, perché, da ieri sera, ha una febbre da cavallo ed è allergica alle medicine (e, per coronare il tutto, a meno di una settimana dal rientro dal Nepal è finita in ospedale con la salmonella tifoidea. Indovina come e dove l’ha presa?). Lo conferma Francesca, alla quale sono appena arrivate le mestruazioni e, mentre procede, soffre. In barba a tutte le mistiche, però, (e forse in barba anche al mestruo, che non ho capito se è arrivato o no) per me il terzo giorno è quello della rivelazione: in un punto imprecisato tra Chele e Tamagaon ho finalmente imparato a camminare. Anzi, il punto lo conosco, solo che non lo so individuare sulla mappa: sarà a mezz’ora al massimo da Chele, quando comincia quella che, in simili frangenti, sembra un’autostrada di sassi. Lì, come illuminata sulla via di Tamagaon, ho cominciato a seguire il ritmo del mio respiro e il fiatone è sparito insieme alla fatica. Mi sono sentita straordinariamente felice e in pace con il mondo. Ho persino incontrato un francese che mi ha trovata “radieuse”. E ho camminato come mai m’era accaduto prima. In stato di grazia e di incoscienza. Così profondo che quando, al ritorno, siamo ripassati per alcuni tratti del medesimo percorso non ci potevo credere: come diavolo avevo potuto arrampicarmi per quelle pietraie ripide e infide?

5 commenti:

bonaventura ha detto...

oh, giusto cielo! sarai mica tu la fanciulla in foto? ti credevo bionda, forse complice la fotina col tuo nick. comunque, a parte questi marginalia, il ritmo del respiro fa questi ed altri miracoli, cara. baci. bonav.

virginie ha detto...

giusto cielo, certo che sono io: sette anni fa. ma in quale fotina mi hai visto bionda? sono mora e sempre lo sono stata (anzi, per lungo tempo, mi sono sentita, citando lella costa, "castana dentro")

bonaventura ha detto...

certo, non platinata, ma ad (unico) es. la fotina che dal blog Virginie? linka a questo post. dio che lessico orribile...baciuz.

virginie ha detto...

bah, fossi in te andrei a controllare il daltonismo. sono mora, mora, mora. e me ne vanto

bonaventura ha detto...

uffa, come sei pesante... guarda che io preferisco le more :) baci

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